Fondazione Prada

IT BEGINS WITH AN IDEA

“Human Brains” è il risultato di un approfondito processo di ricerca intrapreso da Fondazione Prada nell’ambito delle neuroscienze e guidato da una forte volontà di comprendere il cervello umano, la complessità delle sue funzioni e la sua centralità nella storia dell’uomo.

Il progetto espositivo “Human Brains: It Begins with an Idea” è curato da Udo Kittelmann in collaborazione con Taryn Simon. Allestito nei tre piani di Ca’ Corner della Regina, è il risultato di una lunga e approfondita ricerca condotta con Fondazione Prada e il comitato scientifico.

Come afferma Miuccia Prada, Presidente di Fondazione Prada, “Siamo sempre più interessati ai temi rilevanti del presente, quelli che incidono nelle vite di tutti, e che, a volte, non conosciamo o non comprendiamo fino in fondo. Per un’istituzione culturale che affonda le proprie radici nelle arti visive, occuparsi di scienza è una sfida intellettuale e politica. Come realizzare una mostra sulle idee e il sapere?”

Nel suo insieme la mostra ripercorre la storia dello sviluppo della conoscenza neuroscientifica caratterizzata da rigore, innovazione e scoperte, ma anche da errori e incertezze. Il progetto tenta di delineare il perimento della coscienza, delle questioni ancora irrisolte dalla ricerca scientifica, delle certezze e delle incognite nel nostro processo di comprensione del cervello umano.

VIDEO LECTURES

Al piano terra una serie di proiezioni introduce i visitatori all’anatomia, alla fisiologia e all’imaging del cervello, per spiegare il suo sviluppo e funzionamento. Questa sezione presenta inoltre sei video lectures realizzate da professori e scienziati del comitato scientifico di Human Brains, che illustrano caratteristiche specifiche del funzionamento del cervello umano.

Guarda i video nella sezione Media

OGGETTI E RACCONTI

Al primo e secondo piano oltre 110 oggetti codificano secoli di tentativi di comprendere il cervello umano. Questa selezione include manufatti storici, disegni, dipinti, stampe e libri che segnano alcuni dei momenti più significativi di un millenario viaggio di scoperta e, al tempo stesso, evidenziano capitoli altrimenti dimenticati della storia come le civiltà mesopotamiche ed egiziane, il Rinascimento italiano, il Periodo Edo giapponese fino ad arrivare alle tecniche di imaging sviluppate negli ultimi trent’anni.

Gli elementi in mostra includono, tra gli altri, la stampa 3D dei Cilindri di Gudea (XXII secolo a.C.), due reperti archeologici sumeri che riportano testi cuneiformi e testimoniano la più antica trascrizione esistente di un sogno; il Papiro Edwin Smith (XVII secolo a.C.), uno dei più antichi testi chirurgici sopravvissuti proveniente dall’Egitto; la copia del XIX secolo del testo medico cinese Huangdi Neijing (III secolo d.C.); un manoscritto di Leonardo Da Vinci (XVI secolo) che riproduce disegni anatomici e appunti; le prime raffigurazioni dei neuroni realizzate da Camillo Golgi e Santiago Ramón y Cajal (XIX secolo); un modello anatomico in cera proveniente dal Museo La Specola di Firenze (XIX secolo); le pubblicazioni scientifiche delle ricerche di Rita Levi-Montalcini e Viktor Hamburger che hanno condotto alla scoperta del fattore di crescita delle cellule nervose (1960); un articolo pubblicato sulla rivista New Scientist che documenta la prima risonanza magnetica di un cervello umano (1978) ottenuta da Ian Robert Young e Hugh Clow.

Con l’obiettivo di ampliare i confini dell’ indagine, trentadue autori internazionali di narrativa hanno scritto testi letterari in riferimento agli oggetti esposti, rivelandone le latenti storie sociali, politiche e personali. Gli oggetti e le storie insieme dimostrano e riproducono la capacità del cervello umano di raccogliere e rielaborare le informazioni. I racconti sono stati scritti per essere interpretati dal noto narratore George Guidall in brevi video diretti da Taryn Simon e prodotti da Fondazione Prada. Un’unica voce si estende in una molteplicità di storie, linguaggi, geografie, corpi e realtà. Questo elemento riflette una complessa questione strutturale alla base sia del funzionamento del cervello sia della costruzione della storia delle neuroscienze.

Ayọ̀bámi Adébáyọ̀, Tash Aw, Hanan al-Shaykh, Chloe Aridjis, Mauro Javier Cardenas, Akwaeke Emezi, Esther Freud, Rivka Galchen, Daniel Galera, Paolo Giordano, Uzodinma Iweala, Mieko Kawakami, John Keene, Daniel Kehlmann, Sheng Keyi, Katie Kitamura, Alexander Kluge, Hari Kunzru, Hervé Le Tellier, Michele Mari, Ch’aska Anka Ninawaman, Charu Nivedita, Helen Olajumoke Oyeyemi, Tilsa Otta, Sidarta Ribeiro, Cord Riechelmann, Salman Rushdie, Ekaterina Sedia, Leanne Shapton, Ahdaf Soueif, Maria Stepanova, McKenzie Wark.

THE CONVERSATION MACHINE

Nella sala centrale del secondo piano, trentasei neuroscienziati, psicologi, neurolinguisti e filosofi provenienti da tutto il mondo sono presentati in un insieme di trentadue schermi. Gli studiosi affrontano questioni legate alle neuroscienze, indagandone le dimensioni filosofiche ed etiche. The Conversation Machine, video e interviste orchestrati da Taryn Simon e prodotti da Fondazione Prada per la mostra, è un sistema auto-organizzato che risponde a se stesso come il cervello umano, costruendo e assimilando incessantemente il proprio ordine e disordine. In una serie di estratti video realizzati a partire da 140 ore di interviste, i partecipanti sembrano ascoltare e reagire alle dichiarazioni degli altri, mentre entrano ed escono dagli schermi. Oggetti relativi al loro lavoro appaiono in flash. Gruppi di studiosi migrano da uno schermo all’altro, mentre altri stanno seduti, in un silenzio prolungato e attivo. Come il cervello la conversazione si sviluppa seguendo una logica di previsione e sorpresa.

Yasmin Abufoul, Huda Akil, Anirban Bandyopadhyay, György Buzsáki, David Chalmers, Antonio Damasio, Daniel Clement Dennett III, Stanislas Dehaene, Catherine Dulac, David Erritzoe, Lisa Feldman Barrett, Andre Fenton, Karl Friston, Ali Ghazizadeh, Carl Hart, Suzana Herculano-Houzel, Amadi O. Ihunwo, Erich Jarvis, Kumi Kuroda, Joseph E. LeDoux, Li Zhaoping, Mahmoud Bukar Maina, Catherine Malabou, Eve Marder, Bianca Jones Marlin, Hannah Monyer, Polina Olegovna Anikeeva, David Poeppel, Supratim Ray, Daniela Schiller, Wolf Singer, Patricia Smith Churchland, Mitchell J. Valdés-Sosa, Angela Vincent, Charles Yang, Rafael Yuste.

COMITATO SCIENTIFICO

Giancarlo Comi (presidente), Jubin Abutalebi, Massimo Cacciari, Viviana Kasam, Udo Kittelmann, Letizia Leocani, Andrea Moro, Daniela Perani.

Consulenti della mostra

Stefano F. Cappa, Michele Di Francesco, Stephan Koelsh, Guido Gainotti, Marcello Massimini, Paolo Mazzarello, Maria Concetta Morrone, Giovanni Naldi, Andrea Sereni.